![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
|
minimovingAlps
|
|
||||||
|
Cosa ha prodotto il progetto minimovingAlps in Vallemaggia?
|
Sicuramente
minimovingAlps ha contribuito in modo determinante a diffondere l’immagine
di movingAlps in generale, il progetto è entrato grazie al tramite
del bambino, nel cuore della valle. Le famiglie, i nonni, i vicini di casa, la commessa del negozio di alimentari, il buralista postale, ecc., hanno visto il bambino fotografare e si sono informati sul perché, venendo a conoscenza dell’iniziativa che era in corso. L’impiego inoltre della metodologia didattica descritta in precedenza ha provocato un movimento di riflessione sociale su ciò che è il mondo del bambino e dell’adulto in una società in profondo cambiamento. L’esposizione di Cavergno ha permesso inoltre alla popolazione di prendere parte ad una tavola rotonda nella quale alcuni genitori e personalità provenienti dal settore educativo, psicologico, poetico e fotografico hanno dibattuto ed approfondito il significato delle immagini scattate. Per la prima volta una cultura che potremmo definire “del sapere universitario” si sposta dal centro urbano, entra direttamente in una regione periferica e viene messa a disposizione della popolazione. |
![]() |
|||||
| Relatori della tavola rotonda. Da sinistra a destra: | prof.ssa Patrizia Selleri (Università di Bologna) prof.ssa Maria Luisa Delcò (DECS, Ticino), prof.ssa Anne-Nelly Perret-Clermont (Università di Neuchâtel), prof. Dieter Schürch (Università di Lugano), Giosanna Crivelli (fotografa, Montagnola), Fabio Cheda (poeta, Maggia). | ||||
|
|||||