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minimovingAlps
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Cosa
minimovingAlps
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A
differenza della Vallemaggia il progetto in Val Bregaglia ha coinvolto
tutti i bambini in età prescolastica della valle. È così che
le scuole dell’infanzia di Castasegna, Vicosoprano e Maloja sono
parte del progetto. Ancora una volta si conferma la presenza di un’attenzione
che il bambino rivolge al suo ambiente di vita attestate da immagini
che trasmettono un impronta che è propria di ogni regione. Il coinvolgimento delle famiglie è stato pressoché totale, fin dall’inizio, i genitori sono stati invitati a partecipare ad incontri regolari, in cui venivano informati sullo svolgimento delle attività dei bambini, e portati a riflettere sul materiale da loro prodotto. Si è andato costituendo nel corso di tali incontri, un gruppo di genitori che collabora nella messa in opera della mostra fotografica, e che si prenderà carico in seguito di sviluppare i risultati finora ottenuti. Il progetto che è partito dal bambino, si apre al mondo dell’adulto tramite i genitori, per raggiungere la popolazione locale e forse anche una sfera più ampia di interessati. Come in Vallemaggia, il progetto persegue lo scopo di lasciare una traccia tangibile sul territorio della valle. I luoghi in cui sono state scattate le fotografie si sta pensando ora, di trasformarli in un itinerario per adulti alla ricerca di ciò che il bambino ha visto, scoperto, interpretato. L’itinerario che ne deriva non è quello turistico, non è quello delle strade e dei sentieri che definiscono le caratteristiche insediative, lavorative e geografiche di un territorio. In Val Bregaglia, ai citati territori, si aggiunge quello di minimovingAlps, fatto di angoli segreti, di muretti discosti, di oggetti strani, di alberi giganti… Un prospetto ne definirà le tappe, gli spostamenti, i punti di vista, le particolarità. Gli adulti potranno recarsi là dove è stata catturata una parte di mondo da essi conosciuto in minima parte. Un segno tangibile (un palo, un’icona, una traccia fisica) permetterà al viandante di costruire la geografia del territorio visto con gli occhi di un bambino in età prescolastica. Quale il risultato atteso? Dove la dimensione economica? La banalizzazione dei luoghi di straordinaria bellezza in cui personaggi come Giacometti, Varlin, Segantini hanno penetrato attraverso lo sguardo sulla Val Bregaglia il mistero della vita e della morte è probabilmente uno dei problemi del nostro tempo. La banalizzazione si traduce nell’incapacità di vedere altro. E l’incapacità di vedere altro impedisce il generarsi di quella dimensione ricreativa di cui l’adulto di ogni età ed estrazione sociale ha bisogno. L’itinerario di minimovingAlps si proporrà al turista alla ricerca di un’interiorità che l’Engadina è sempre meno in grado di trasmettergli; ma l’itinerario di minimovingAlps si proporrà anche allo studioso di arte che cerca di comprendere perché proprio in quei luoghi sono nati i più grandi capolavori pittorici del nostro tempo. In altre parole anche in Bregaglia il progetto minimovingAlps è una chiave di entrata per reinterpretare il senso di una vita che ha bisogno, più che mai, dell’altro punto di vista per rinnovarsi nel tempo e nello spazio della quotidianità. La citata dimensione risponde ad un bisogno che a sua volta produce un movimento sociale che è anche economico oltre che culturale. |
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