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Progetti movingAlps
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Un progetto, anche, di incremento economico

 

Il bambino della scuola dell’infanzia presenta caratteristiche di pensiero e di percezione di ciò che lo circonda che, in larga, parte sfuggono alla capacità di comprensione dell’adulto.
La componente ludica e lo sviluppo di ambienti che sono propri al bambino di questa età presuppongono un considerevole sforzo di adattamento nella ricerca di forme comunicative che possano essere consone al modo di pensare del bambino di questa età.
Ma ciò che maggiormente importa, in una riflessione che intende essere al tempo stesso sociale ed economica, è l’importanza che riveste la prima infanzia in rapporto alle possibilità di inserimento sociale e di apprendimento di ciò che sarà il bambino divenuto adulto. Numerosi studi mostrano che è nei primi anni di vita che si costruiscono le basi mentali e di personalità che consentono all’uomo di superare le insidie di una società che richiede sempre più doti di mobilità e di apprendimento permanente.
La traduzione operativa di un simile preambolo avviene in famiglia, ma non solo. La qualità sociale dell’ambiente nel quale il bambino muove i primi passi della socializzazione è altrettanto importante; così come è importante la creazione di spazi e di luoghi che consentano al bambino di sviluppare attività che facciano parte del suo essere bambino.
Attraverso minimovingAlps si è capito che conosciamo poco e male ciò che sono i modi di vedere e di capire i luoghi in cui il bambino sviluppa la sua prima conoscenza del mondo. Un mondo che, come si vedrà nel seguito del presente documento, appare ancora poco disposto ad essere concepito per l’"essere bambino".
 
    I confini, le barriere, gli ostacoli sono parte di una concezione del territorio che sembra provocare nel bambino, in permanenza, il desiderio del loro superamento; ma anche i numerosi luoghi abbandonati da un’architettura che ha risposto in forma unilaterale alle aspirazioni di coloro che hanno voluto marcare la loro presenza sul territorio, sono spazi di cui, sovente all’insaputa degli adulti, i bambini si sono appropriati per dare un senso a ciò che per l’adulto è luogo di abbandono e di dimenticanza.
Si direbbe che sovente la legge del caso e la legge di ciò che non rientra più nella sfera di interesse dell’adulto possano essere spazio di conquista per il bambino.
MinimovingAlps intende far uscire dal caso e dall’episodico ciò che è lo spazio concesso al bambino.
 
    In minimovingAlps gli spazi e i luoghi sono fatti di cose che rispondono, in primo luogo, al modo culturale di vedere il mondo da parte del bambino di età prescolastica.
In Vallemaggia tale tentativo è in atto. Esso si traduce in un’attiva partecipazione da parte del bambino nella progettazione di spazi, parchi, nei quali gli viene concesso di trascorrere i momenti della sua infanzia.
Per dare seguito ad un simile progetto si auspica che artigiani della valle collaborino nella costruzione di oggetti ludici ed esperienziali; oggetti concepiti dando seguito alle indicazioni dei bambini del prescolastico.
La componente economica prende forma nel momento in cui gli oggetti, di cui sopra, entrano a far parte di un mercato in cui, a livello nazionale, e non solo, si affaccia la riscoperta dell’infanzia come unico e irripetibile momento nel divenire dell’uomo. A quel momento il prodotto artigianale della Vallemaggia, destinato inizialmente in piccolo numero al primo parco giochi concepito dando seguito al design infantile, si trasforma in prodotto che risponde alla domanda di molti altri bambini.
In altre parole la traduzione delle fotografie di minimovingAlps in oggetti in grado di offrire uno spazio di pensiero che favorisce la crescita delle future generazioni si sarà trasformato, anche, in un’importante area di incremento economico.
     
   
Sviluppo del percorso didattico